IL RACCONTO DELLA VISITA DI PAOLO CALCAGNO

Lezione unica, serata splendida. Il racconto della visita di Paolo Calcagno.

Anche quest’anno, come del resto in quelli trascorsi, la sorte ci ha visto premiati nell’estrazione concernente l’ospite. 200 gare di Serie A, la partecipazione alla fase finale dei Campionati del Mondo del 2010, due finali di Supercoppa Italiana, una di Coppa Italia, tre semifinali di UEFA Champions League ed una finale del Campionato Europeo sono solo alcuni dei traguardi che Paolo Calcagno, ora  componente CAN D e responsabile dell’organico Assistenti,  ha saputo guadagnarsi nel corso della sua brillante carriera.  Come poc’anzi detto, dal 2013 la grande esperienza di Paolo è messa al servizio delle giovani leve arbitrali appartenenti all’organico nazionale CAN D, in special modo nei riguardi degli Assistenti Arbitrali. Paolo ci tiene da subito a trasmettere alla colma sala affollata di associati reatini e colleghi arbitri giunti per l’occasione dalle vicine sezioni, le vive sensazioni e la reale atmosfera che Commissione, Arbitri ed Assistenti condividono nel raduno precampionato dell’organico CAN D. Ci ritroviamo così, con l’ausilio di un appassionante filmato, a correre sui campi di Sportilia piuttosto che seduti tra i nostri colleghi nella grande aula dinanzi all’intera commissione. È evidente a tutti i presenti, dal filmato, come i nostri colleghi di Serie D vivano con grande serietà un importante frangente come quello antecedente l’inizio di una nuova ed impegnativa stagione sportiva. Ed è proprio Paolo a sottolineare come non vi siano distinzioni alcune nelle modalità con cui, dalla più alta categoria nazionale a quella più bassa, le commissioni ed i colleghi tutti vivano con estremo impegno ed eguale passione questi momenti. Ad ulteriore dimostrazione di ciò, Paolo ci fornisce meticolose delucidazioni in merito alle esercitazioni pratiche che vedono coinvolti i nostri colleghi appartenenti al gruppo Assistenti. Trecentoquarantanove assistenti arbitrali, ognuno dei quali, schierato sulla fascia, è chiamato ad effettuare valutazioni e segnalazioni su situazioni di fuorigioco o di assegnazione o meno di una rete. A completamento dell’esercizio, la possibilità di visionare dopo pochi secondi mediante un monitor a bordocampo il proprio operato, avendo così la concreta opportunità di riflettere a distanza di pochi attimi intorno al proprio intervento. Tale attività pratica svolta sul terreno di gioco, unitamente alla formazione teorica resa mediante l’utilizzo di filmati, rende possibile un’effettiva  verifica d’apprendimento. Si conviene notoriamente che le figure arbitrali impegnate nella direzione di una gara, altro momento non hanno che l’incontro stesso per allenare e potenziare le proprie capacità. Ed è proprio facendo ricorso all’ausilio congiunto di formazione teorica, con simulazioni video, e pratica, con la messinscena di microsituazioni di gara, che Paolo auspica di incrementare il grado di preparazione degli assistenti. È indubbio che la grande professionalità impiegata da Paolo nei riguardi dei colleghi Assistenti in organico CAN D, vada unicamente a giovare ed altresì venga estremamente apprezzata, poiché tesa a raffinare più che mai le potenzialità di un vasto gruppo, parte del quale appena giunto da realtà regionali. E così, dopo aver valutato anche noi come i colleghi sopra citati alcune situazioni di fuorigioco mediante l’ausilio di filmati didattici, sempre meticolosamente analizzati da Paolo, si ha nuovamente conferma di come sia indispensabile per l’intera squadra arbitrale un’elevata concentrazione ed una reale coesione. Elementi necessari questi, che Paolo vuole farci apprezzare ricorrendo ad immagini sicuramente non nuove a molti di noi, ma arricchite per l’occasione dalle parole di uno dei protagonisti, con la P maiuscola. “Kill the referee” è un docufilm che rende testimonianza  di molteplici momenti concernenti l’esperienza, nello specifico, di alcune squadre arbitrali designate per la fase finale degli Europei tenutisi nel 2008; indubbiamente un inedito punto di osservazione sul mondo arbitrale, capace di cogliere aspetti sino a quel momento celati: dal raccoglimento all’interno degli spogliatoi negli attimi che precedono la gara, ai vivi dubbi su una mancata segnalazione di fuorigioco con relativa conversazione tra arbitro ed assistente, per arrivare al confronto con l’osservatore. Paolo, che con i colleghi Rosetti ed Ayroldi ha diretto la finale di quella competizione, ci trasporta con sé nel ricordo di quei momenti, dandoci la possibilità di capire come una squadra riesca a trovare coesione all’interno del terreno di gioco ed al di fuori, e quale sia la possibile strada per il raggiungimento di ciò. Il nostro ospite, sentitosi sicuramente a casa come d’altronde accade in ogni sezione, ha poi consegnato alle nuove leve arbitrali reatine le divise di gara che indosseranno di qui a poco. Una consegna importante questa, che certifica ancora una volta come la nostra associazione riesca a veicolare tramite le autorevoli esperienze ed  il costante impegno dei nostri più importanti rappresentanti, i valori non solo sportivi ma soprattutto umani, nella certezza che la nostra condivisa passione rappresenti una spinta in più nella quotidianità di ognuno di noi.

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