OSSERVALI E FALLI CRESCERE

” Non ho mai insegnato ai miei allievi; ho solo cercato di fornire loro le condizioni in cui possono imparare.” Albert Einstein

Un plauso particolare, anche se siamo solo all’inizio della stagione sportiva va fatto ai nostri osservatori, categoria guidata a livello sezionale dall’occhio vigile ed esperto di Marcello Beccarini e rappresentata in regione (CRA) dall’organo tecnico Roberto Bellosono e dagli osservatori Alberto Angelelli, Francesco Cenami e Maurizio Pezzotti. La figura dell’osservatore viene ricoperta da ex arbitri che hanno concluso la loro attività da arbitro effettivo , per limiti di età o per altri motivi e che scelgono di rimanere all’interno della famiglia AIA Rieti, mettendo a disposizione dei più giovani la loro esperienza. Molti di essi hanno diretto numerose gare provinciali e regionali, maturando una notevole esperienza. C’è anche chi come Cenami , nonostante la giovane età, vanta una parentesi nazionale e svolge il ruolo di menror sezionale accompagnando tre nostri giovani arbitri nel loro percorso di crescita. Parlando con gli osservatori a disposizione del CRA, abbiamo avuto modo di comprendere meglio l’operato di questa figura e cosa significa per loro ricoprirla. L’osservatore è l’anello di congiunzione tra l’arbitro e l’organo tecnico, che pur stando sugli spalti vive con la stessa intensità dell’arbitro la gara ma che ha modo di valutare gli episodi della partita e l’operato del direttore di gara con più calma. Si parla di anello di congiunzione perché è l’osservatore che cerca di cogliere le doti di un arbitro, gli aspetti su cui lavorare e infine far capire lo spessore più o meno elevato del ragazzo che si è visionato, all’organo tecnico. Ricoprire il ruolo di osservatore è molto impegnativo, poiché prevede una conoscenza approfondita del regolamento e le capacità di esplicarlo all’arbitro nel tempo ristretto del colloquio post partita. C’è però anche una componente scomoda, riguarda spesso il confondere, l’osservatore con la figura del professore bacchettone che deve solo attribuire un voto. Non è così, poiché è vero che ci sono occasioni in cui si deve comunicare che non si è condotta una gara sufficiente ma è proprio in quei casi che un bravo osservatore va ad evidenziare gli aspetti positivi che ci sono stati, per permettere al ragazzo di ripartire da lì. Come hanno tenuto a precisare i nostri osservatori, questo ruolo regala soddisfazioni e rende orgogliosi del lavoro svolto, perché venire a conoscenza del raggiungimento di traguardi importanti da parte di ragazzi che sono stati visionati, vuol significare, che gli insegnamenti e i suggerimenti dati durante il colloquio sono stati recepiti e hanno contribuito a rendere l’arbitro ciò che è diventato.

 

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